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Cronologia presunta di Opi
Testi a cura di Andrea Di Marino  maggiori info autore

218-293 a.C. - In questo periodo, si registra una cruenta e decisiva battaglia contro i Sanniti e Fresilia viene abbattuta. Nello stesso periodo si assiste al primo edificarsi di Opi, che si sviluppa intorno al tempio esistente della Dea dell'abbondanza Ope, moglie di Saturno. 
 
438 a.C. - I Sanniti, avendo perduto la speranza di difendere Saticola, assediano la città di Plistia appartenente ai Marsi-Atinati allora collegati ai romani. 
  
439 a.C.-  I Sanniti tolgono l'assedio dalla città di Plistia ma nel contempo accrescono l'esercito per provocare i Romani. Avendo definitivamente perduto Saticola, i Sanniti ritornano ad assediare Plistia e la conquistano. 
  
445 a.C. - I Marsi, per la prima volta, combattono al fianco dei Sanniti contro Roma. 

451 a.C. - Il Dittatore Valerio Massimo disperde in battaglia i Marsi e conquista Milonia, Plestinia e Fresilia, li mutila di una parte di territorio e stabilisce un patto di alleanza. 
  
1017 - II villaggio di Opi unitamente a quello di Peracele in territorio marsicano viene ottenuto dai cassinesi. 
  
XII secolo - Costruzione della Chiesa di Santa M. Assunta, attualmente esistente, dimostrata da una bolla papale di Clemente III. 
  
1188 - La bolla papale di Clemente III menziona anche la Chiesa di S. Elia in Opi. 
  
1247 - Il 9 agosto Papa Innocenzo IV, da Lione, restituisce a Berardo e Todino Di Sangro tutte le terre d'Abruzzo tolte alla loro gtirpe da Federico II (ma a quanto pare solo a parole): da Castel di Sangro ad Aversa, da Scanno a Pesculum Asseroli. 
  
1400 - Intorno a tale anno, Opi formo un sol Comune con Pescasseroli. 
  
1425 - Emissione di una disposizione della Regina Giovanna II con la quale si tenta di porre rimedio alla crisi armentizia, che ormai provoca I'abbandono dei paesi che si trovano ad elevate altitudini ed isolati (Pescecotta ecc.). 
  
1428 - Il castello e gli uomini di Opi sono interessati ad una tregua insieme con Scanno, Introdacqua e Pescasseroli che si stabilisce fra la città di Sulmona e Antoniuccio dei Camponeschi, conte di Manopello. (B. Croce = Storia del Regno di Napoli) 
  
1447 - Avvenimento che interessa tutti i paesi della vallata dell'Alto Sangro e non solo essi: l'istituzione della dogana della Mena delle pecore, fondata da Alfonso I d'Aragona. 
  
1450 - Si sistemarono i tratturi ripagando ai possessori il terreno espropriato. Il conte di Loreto riceve 25 ducati per i paesi di Opi, Scanno, Pescasseroli, Introdacqua, Caramanico, Castel di Sangro e Vastogirardi. 
  
1456 - Un terremoto molto violento danneggia quasi tutti i paesi dell'Abruzzo.
  
1500-1600  Intorno al 1500 visse in Opi il dottor Paolo Paglia, che fu per i suoi meriti più volte presidente di diverse province del Regno. Intorno a quest'anno si spegne ad Opi la famiglia Rossi, una delle più antiche ed illustri dell'Alto Sangro. Probabilmente, un certo Doroteo Rubeo di Opi, che lavorava alla meta del 1500 come agrimensore nella valle, darà origine al ceppo dei Rossi o Rosso di Barrea. 
  
1547 - Doroteo Rubeo di Opi, o Ferrante, elabora un esteso documento di conferma tramite il quale Ferdinando d'Afflitto ribadisce a due Barreani il possesso di numerose terre feudali. Tale documento e utile solo ai fini dello studio della toponomastica locale. 1552 - Fino a tale anno Messer Gilberto Rossi di Opi esercita l'attivita di vicario generale del vescovo marsicano Nicola Virgiliis. 
  
1574 - La Marchesa di Pescara, signora delle terre di Opi e Pescasseroli, da incarico al dottore Gian Leonardo Pietra, suo uditore, di risolvere la disputa di confine sorta tra le due Università. La determinazione dei confini viene agevolata dall'inaspettato ritrovamento di una pietra con una croce antica e grande. L'uditore ordino che le due Università nel termine di un anno "avessero da costruire, in quel posto, una cappella con il segno della croce". 
  
1583 - Un ecclesiastico in visita al paese, Monsignor Celli, fa una constatazione sullo stato di consistenza di due cappelle definitivamente rovinate già nel corso del XIV secolo: quella di Sant'Elia e quella di San Nicola che definisce dirute. (da Storia dei paesi della Marsica) 
  
1591 - Battista Cimini, ricco armentario di Opi, in società con altri, porta nel Tavoliere 4316 pecore. Suo padre Antonio risulta intestatario di 18 bovini.
  
1598 - Lavinia Della Rovere, balia e tutrice della giovinetta marchesa di Pescara Isabella d'Avolos, reputa conveniente vendere Opi, Pescasseroli, Introdacqua e Roccaraso a Giovan Giacomo Di Sangro, lontano discendente della famiglia che aveva posseduto quelle terre gia nel XII e XIII secolo; quindi, la baronia di Opi insieme con quella di Pescasseroli, Introdacqua e Roccaraso passa in possesso di Giovan Giacomo Di Sangro. 
  
1600 - Secolo di peste, terremoti e malgoverno. Il comune di Opi, avendo bisogno di denaro per il pagamento di Fiscali, il 29 ottobre 1639, per atto del notaio Paolo Di Silvestro, prese in prestito da Domenico D'Orazio 500 ducati, impegnando le montagne Pianezza, Valle e Forcone. A Domenico successero gli eredi Domenico Antonio e Carlo e nel 1693 e 1695 il censo fu soggetto di una causa. Poi si arrivo ad un accordo concluso da Don Gioacchino Rossi per conto di Opi e da Don Biagio, figlio di Domenico Antonio, per parte di D'Orazio (atto del notaio Angelo De Bonis di Barrea). 
   
1604 - L'armentario precedente acquista i pascoli per 3.484 ovini. 
 
1607 - Alla morte di Giovanni Giacomo eredita la Baronia di Opi il fratello Ottavio Di Sangro. 
  
1609 - Ad Ottavio succede la sorella Andreana. 
 
1610 - B. Cimini presta 260 ducati d'argento a D. Pietro e Giovanni D'Amico di Alfedena. 
  
1611 - B. Cimini acquista per 250 ducati case e terreni in Opi. 
  
1613 - Da un inventario compiùto in tale anno, risulta che la Confraternita del Santissimo Sacramento di Valletta possedeva case e terreni nei tenimenti di Civitella e ad Opi. 
  
1626 - Andreana viene tassata di 110 ducati sulle baronie di Opi e Pescasseroli e loro entrate feudali. Contrae dei debiti con Don Francesco Feo Raimondo, al quale, dopo la morte di Andreana, vengono assegnati i proventi della vendita delle sue terre. 
  
1629 - Nardillo D'Orazio sposa una villettese che gli porta in dote 500 ducati, certa Apollonia di Giovanni appartenente alla famiglia Di Marco. Nel corso del XVII secolo, con Vito dalla famiglia D'Orazio si stacca il ceppo che vivra in Villetta. 
  
1631 - Andreana muore senza eredi e le terre di Opi ricadono in possesso della Regia Curia, sono quindi vendute all'asta e comprate dal dottore Antonio Sparano per 28.900 ducati. 
  
1632 - Carlantonio Cimini, figlio di Giambattista, acquista il fgudo di Opi. Antonio Sparano, dopo brevissimo tempo, ricede la baronia per 13.000 ducati a Carlantonio Cimini. Solo il 18 giugno jl nuovo acquirente del feudo di Opi, Antonio Sparano, riesce ad ottenere un'ordinanza della regia camera della sommaria, con la quale lo Sparano diviene proprietario del Feudo a tutti gli effetti. 
  
1633 - Viene omologata la vendita da regio ad Assenso. Carlantonio Cimini, per far fronte alle notevoli spese che comporta la baronia, e pur avendo raggiunto una consistente posizione finanziaria, deve contrarre un debito prima con Trasmondi di Sulmona, poi di 1.500 ducati con Marino del Principe di Pescasseroli. 
  
1638 - Il 15 maggio, non essendo più in grado di pagare nemmeno gli interessi maturati sui debiti, il Cimini viene a convenzione di vendere la baronia di Opi a Nardillo D'Orazio per 7.000 ducati. Il 6 giugno viene regolarizzata la vendita per mano del notaio Paolo Silvestri di Foggia. Il 12 luglio Nardillo D'Orazio prende possesso della baronia di Opi. 
  
1639 - In questo periodo l'Università di Opi, a causa della depressione economica, vendeva ai Villettesi e agli Scannesi gli erbaggi che prima riservava ai cittadini in cambio della ripartizione delle tasse. 
  
1643 - Nardillo D'Orazio, barone di Opi, ritenuto mandante di un'aggressione ai danni di Giovanni Di Filippo, viene incarcerato anche perché il sospetto fu aggravato dal fatto che l'assalito era cognato di Carlantonio Cimini, nemico del De Horatio. Nardillo venne comunque liberato grazie ad un compiacente certificato medico. La regia udienza de L'Aquila non si diede comunque per vinta e continuo a perseguitarlo con vari pretesti. Un giorno un gruppo di persone, il cui mandante era lo stesso barone di Opi, Nardillo De Horatio, assalgono una casa ferendo il proprietario Giovanni Di Filippo. Solo grazie all'opposizione del camerlengo di Opi la casa non fu poi bruciata. 
  
1644 - Il 21 settembre di quest'anno Nardillo D'Orazio muore. 
  
1647 - Nell'anno della rivoluzione si registro una miseria insopportabile fatta di ingiustizie continue che tramando alla storia il nome di Masaniello; anche la nostra valle fu mossa da fremiti di rivolta, tanto che il preside o giustiziere invio armigeri in Barrea per ristabilire l'ordine. 
  
1649 - Il 9 ottobre Apollonia di Giovanni, baronessa di Opi dal 1638, segue nella tomba il marito, Nardillo D'Orazio. L'acquirente del feudo di Opi riceve il privilegio di regio Assenso dal vice Re D. Emanuele de Zunica e Fonzeca, in data 9 gennaio. 
  
1654 - Il 24 luglio si registro un terremoto fortemente distruttivo per il paese; il terremoto distrusse anche la chiesa parrocchiale che fu ricostruita due anni più tardi, come dimostra anche la iscrizione esistente: 52 HOC TEMPLUM DIRUTUM A TERRAE MOTU SUB DIE 24 MENSIS JULII MDCLIV REEDIFICATUM EST A. D. MDCLVI 
  
1656 - Fu possibile riedificare la chiesa parrocchiale che vide consacrate le sue campane. Scoppia una epidemia di peste in tutta la valle. 1658 Muore anche Giuseppe Nardillo al quale succede, nelle regioni paterne, Francesco Antonio. (Genealogia dei D'Orazio: Domenico, D. Francesco, D. Carlo, D. Antonio fratelli di Nardillo Francesco Antonio). 
  
1661 - Il 4 settembre si procede alla divisione dei beni, delle masserie e delle pecore tra i discendenti dei fratelli Nardillo e Domenico. Occorre nominare un arbitro nella persona di Salvo D'Ariello che assegna la terra di Opi (valutata 6.500 ducati) a Francesco Antonio e i censi sopra Scanno, Villetta e Pianezze ai suoi cugini. Entrambe le parti devono fornire le doti alle sorelle e provvedere alla dotazione delle cappelle. Il 15 novembre le due parti firmano l'accordo.
  
1662 - Il contrasto tra i rapporti dei discendenti si acuisce; prima di morire, Nardillo aveva allegato al capitolo di Scanno 1.100 ducati, per beneficio della sua anima e per soddisfare il desiderio del padre. Ora anche F. Antonio offre al capitolo 500 ducati. 
  
1664 - F. Antonio ottiene un decreto assolutorio. 
 
1665 - F. Antonio muore. Vengono chiamate a rispondere del lascito le sorelle del defunto: Maria, Giovanna, Francesca. Si accende una vivace disputa con il clero scannese. 
  
1665-66 Maria d'Orazio, sposata con Leonardo o Nanno d'Aloisio Notarmuzio Ciancarella, succede nel feudo e per un equivoco sui contributi al clero cade in lite con le sorelle. 
  
1666 - Il 23 novembre i sopra citati signori fanno ricorso alla feudataria di Scanno pregandola di costringere il cognato al versamento. La feudataria, contessa di Loreto, ordina alla sua corte di far eseguire quanto richiesto. 
  
1667 - La corte delle seconde cause di Scanno decide che quanto spettava pagare dagli eredi di Nardillo si trovava in Opi; l'altra meta del lascito riguardava esclusivamente gli eredi di Domenico.
  

 


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