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Avvenimenti successivi alle relazioni dei paesi confinanti con Opi e V. Barrea
Testi a cura di Andrea Di Marino  maggiori info autore
Il nome di Valleregia veniva dato anticamente non solo è Barrea, ma a tutta la parte della Valle che si estende da Opi a Barrea. Nel '600, la strada fra Villetta ed Opi passava per Sferracavalli e Rocca Intramonti. Nel 1664, presso la curia di Montecassino, dagli archivi, risulta che "... A Villetta un certo Domenico D'Orazio, con il fratello di Nardillo e padre di Vito fu Orazio, dovrebbe portare a far corrispondere questa famiglia con quella dei Baroni di Opi". I discendenti di un ramo dei Cimini di Civitella sono attualmente tutti domiciliati in Roma. L'origine della famiglia Cimini proviene da Opi. 
  
Dei Rami delle famiglie Rossi provengono da Scanno, Opi e Civitella. Gli Ursitti di Villetta provengono da Opi dal capostipite Gregorio (1744-1805). Agli inizi del '900 gli industriali Lancia impiantarono la segheria in Val Fondillo che funziono per alcuni decenni, fino al secondo dopoguerra; negli anni settanta l'amministrazione del Parco Nazionale d'Abruzzo acquista la struttura dell'ex segheria ormai ridotta a rudere; poi, completamente ristrutturata (e cio e storia recente), e diventata la sede dell'odierno "Museo della Foresta". Nel 1850, poi, si comincio a contemplare la possibilita di aprire la strada Villetta-Opi. 
  
Impegnativi e costosi furono i lavori per aprire la via carrozzabile dal "Centro" di Villetta fino ad Opi, 110 sopattutto in direzione del famoso "Passo di Pietramara" al km. 54 della statale marsicana 83 odierna, dove nel 1803 si era verificato un "indestamento delle ladri". Qui, il 9 novembre del 1841, morì l'arciprete di Barrea Don Serafino Franchi. Nel 1887, presso il Tribunale di Sulmona, venne eseguito l'interrogatorio fra Nicola Antonucci di Civitella Alfedena ed il Comune di Opi. Un signore di Villetta sostenne che "Il Comune di Opi ha sempre affittato le erbe di questa zona. Ricordo poi di essere qui venuto in occasione della caduta e morte dell'arciprete di Barrea, il quale precipito presso il pizzo della scrima, ed ivi fu , tenuto per qualche tempo, sinche il cadavere fu portato ad Opi. E conobbe del fatto il giudice di Gioia de' Marsi, come ho sentito dire...". 
  
L'inaugurazione dell'apertura al traffico della nuova via ' carrozzabile avvenne il primo gennaio 1886 a Villetta. Tragici eventi, dovuti a calamità atmosferiche, resero la vita ancor più dura a quelle povere popolazioni. Il 13 febbraio e il 13 marzo del 1763 due donne perirono per ( d freddo e la neve lungo la mulattiera tra Villetta ed Opi. La nevicata del 6 novembre del 1765 decimò svariate masserie armentizie. Anche la transumanza, nel corso dei secoli, provoco la morte di molte persone altosangrine, tanto che lo storico di Scanno, Antonio Silla nel 1783 scrisse: "La Puglia viene chiamata per antonomasia il sepolcro degli Abruzzesi". Un pastore di sessantacinque anni, il 16 agosto 1872, trovo la morte sul Forcone di Opi. Nel 1781, 1784 e 1811, venti impetuosi smantellarono i tetti di molte case, mentre ripetute grandinate rovinarono i raccoli. 
  
Il 17 novembre 1881, i paesi dell'Alto Sangro concordaronp di "rinsaldarsi tutte le terre dissodate, da S. Sebastiano sino allq linea del secondo ponte sulla strada provinciale da Opi verso Villetta". Per evitare, evidentemente, che le alluvioni provocate dalle piogge recassero gravi danni ai paesi. Tra il 1936 ed il 1937, dopo una prolungata siccita estiva, in un pomeriggio all'inizio di settembre, si scateno una tempesta. Le acque del fiume Sangro, in quell'occasione, divennero di colore nero tanto era il terriccio che esse trasportavano. Nel febbraio del 1956, dopo un gennaio mite come la primavera, cadde una quantità di neve mai ricordata a memoria d'uomo.
  
Nell'agosto e settembre del 1959 piogge continue fecero germogliare il grano in alcuni covoni. Un ricordo del consiglio comunale di Villetta nella delibera del 4 gennaio 1900, diceva "...Sul finire del passato ottobre, questi paeselli ebbero, per la prima volta, la fortuna di salutare un componente la famiglia reale, poichè S.A.R. il Principe di Napoli li attraverso per la sua gita alla caccia dell'orso e del camoscio nei boschi dei vicini comuni di Pescasseroli ed Opi".
  
Nel 1856, Villetta fu sul punto di essere prescelta quale capoluogo del "Circondario" dell'Alta Valle del Sangro, come risulta dalla lettera datata è luglio 1856 scritta dal Sindaco di Pescasseroli: "Signore, con supplica umiliata al Re, i funzionari ed agenti comunali di Barrea, Civitella Alfedena, Villetta, Opi Pescasseroli... si sono fatti ad implorare, di passare a costituire tutti e cinque un novello "Circondario", il cui capoluogo fosse Villetta, come quello più centrale e più comodo per tutti gli altri". Nel 1904 i Comuni di Villetta e Barrea "avevano stroncato sul nascere l'elettrificazione della Valle dell'Alto Sangro, che da allora venne condannata ad essere illuminata da separate centraline elettriche, che pochi anni dopo sorsero a Barrea, a Villetta e nel 1947 perfino ad Opi, con la ridotta potenza di quel molino". 
 
 

Testi tratti dal libro Storia di Opi

 
 
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