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L'epoca del feudalesimo (Secoli XIV e XV)
Testi a cura di Andrea Di Marino  maggiori info autore
Nel 1239 Todino II Di Sangro, Signore di Opi, Scanno, Pescasseroli, Roccasecca, San Giorgio a Liri e Castel di Sangro, venne a contrasto con i Regni limitrofi. Il figlio Berardo II, in seguito all'inquisizione ordinata dall'allora Re Carlo I, dovendo punire i soprusi fatti da alcuni Baroni a danno dei suoi sudditi, diede ordine al Capitano de L'Aquila (8 giugno 1277) di difendere i pastori che conducevano i loro armenti nelle Puglie, mettendo fine alle angherie impunemente esercitate contro la pastorizia locale. Nel 1284 Berardo II mori senza figli maschi e, di conseguenza, il feudo passo alla sorella Margherita Di Sangro la quale andò in sposa a Cristoforo D'Aquino (il primo ramo dei Di Sangro si estingueva cosi nel 1331). Nel 1283 Cristoforo D'Aquino, Conte di Ascoli, ottenne il giuramento dai suoi nuovi Vassalli dei castelli di Valva, Scanno, Pescasseroli ed Opi. 
  
Gli successe in questa baronia, nel 1298, suo figlio con lo stesso suo nome. Venuto a contrasto col suo parente Vinciguerra D'Anversa, signore e padrone del Castello di Opi nel 1301, avendo radunato più di mille persone arruolate nei suoi feudi di Terra di Lavoro (Alvito e Atina), ordinato che abbandonassero il suddetto Castello, vi appiccava il fuoco distruggendolo assieme alla Chiesa di Santa Maria e al casale di Sant'Elia. Più lunghe ed aspre furono invece le contese con Gentile Di Sangro, cugino della Contessa Margherita Di Sangro. Egli stesso, formata una banda di armati, da Pescasseroli, Civitella, Scanno e dai feudi di Terra di Lavoro, mise a ferro e a fuoco il Castello di Villa Lago e assalto anche Anversa. Sette anni dopo, nel 1308, la guerra continuava con il figlio di Gentile, Rinaldo Di Sangro, il quale assedio Scanno. 
  
Dopo la morte di Adenolfo D'Aquino, Opi con gli altri feudi passo in mano del cugino Tommaso, Conte di Loreto, e sotto questo dominio vi rimase fino al 1435. Un suo discendente, Francesco D'Aquino, segui con altri baroni Abruzzesi, le parti di Luigi III D'Angio. Francesco D'Aquino occupo Capua nel 1437, mentre il suo alleato, il Caldora, assedio invano Sulmona l'anno dopo; tolto l'assedio stabili una tregua con Antonuccio dei Camponeschi Conte di Manoppello e i feudi del Conte di Loreto, comprendenti Introdacqua, Scanno, Pescasseroli ed Opi; la tregua duro fino al 1452. I D'Aquino discendevano dai Longobardi di Benevento; il loro dominio si consolido dopo l'anno Mille e si concluse alla fine del 1400.
 
 

Testi tratti dal libro Storia di Opi
 

 
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