Home Page del Comune Clicca per approfondimenti

Clicca per visualizzare la guida alla navigazione
 
 

TERRITORIO

 

in evidenza

 

Risorse

 

 
Sei in: - STORIA - La necropoli di Val Fondillo

La necropoli di Val Fondillo
Testi a cura di Andrea Di Marino  maggiori info autore
OPI Poco ad est del paese di Opi, nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, lungo il fiume Sangro, si sviluppa la necropoli arcaica di Val Fondillo fatta oggetto nel 1994 di una prima campagna di scavo da parte della Sovrintendenza Archeologica d'Abruzzo; l'intervento ha interessato un'area pari all'1% circa della presunta estensione del sepolcrato. 
  
Lo scavo, preceduto da una specifica campagna di prospezioni geofisiche mediante metodologia sismica e georadar, ha riportato alla luce 47 tombe a inumazione caratterizzate da cassone in pietra calcarea o da semplice fossa terragna. Le tombe, disposte in file concentriche a formare tre circoli, appartenevano con tutta probabilità a tre diversi clan familiari; quasi al centro del II circolo e forse anche del I si e rinvenuta una tomba maschile di particolare ricchezza in cui era evidentemente deposto un personaggio eminente del clan. Delle 47 tombe ben 11 presentano all'esterno un ripostiglio di pietre che protegge una grossa ola la cui imboccatura e chiusa da un altro molto vasto (tazza o anforetta); i reperti ceramici sono tutti di impasto piuttosto friabile a causa della cottura a basse temperature. 
  
Nella tomba e deposto il defunto, sempre in posizione supina, accompagnato dal corredo personale formato quasi esclusivamente da oggetti metallici rinvenuti in buono stato di conservazione: armi per gli uomini (gladi e stami, coltelli, spade, punte di lancia e di giavellotto, dischi-corazza, manicae), ornamenti per le donne (chetelaines, dischi decorati a traforo, pendagli a doppia spirale, bracciali, anelli, collane in ambra). Comune ad ambedue i sessi e la presenza sia di bacinelle bronzee contenenti resti di cibo, forse legate al rituale del pasto funebre, sia di fibule in ferro del tipo "a bozze" che probabilmente chiudevano il sudario che avvolgeva il defunto. La tomba scelta per illustrare la necropoli di Val Fondillo nel percorso espositivo e la tomba 40: tomba femminile di particolare ricchezza, appartenente con tutta probabilità ad una donna con posizione sociale eminente all'interno del clan. 
  
In base alle analisi antropologiche si e potuto stabilire che la donna mori ad un'età di 30-35 anni, dopo aver partorito almeno 3 figli. La tomba, sempre del tipo a cassone, e munita di ripostiglio esterno che protegge una grossa olla quadriansata chiusa all'imboccatura da una tazza biansata contenente un'anforetta. All'interno del cassone, accanto alla defunta, e deposto il corredo formato sia da oggetti d'uso (bacinella bronzea, fuseruola in terracotta), sia da ornamenti (fibule di ferro, anelli, pendagli, una collana d'ambra); tra questi ultimi spiccano due reperti di particolare ricchezza: un disco bronzeo decorato a traforo con raffigurazione di un animale fantastico ed una lunga e complessa chatelaine sempre in bronzo che trova un preciso confronto in un analogo esemplare rinvenuto nella necropoli di Alfedena. 
  
In conclusione, la necropoli di Val Fondillo, databile al VI secolo a.C. con attardamenti nel V, si colloca in una zona di confine tra le antiche popolazioni dei Marsi e dei Sanniti-Pentri; il sepolcro mostra somiglianze talmente strette con la necropoli di Alfedena, sia nell'organizzazione topografica, sia nel rituale funerario, sia nei singoli oggetti di corredo, da far supporre l'esistenza, almeno in epoca arcaica, di una Koine dell'Alto Sangro che partecipa della cultura materiale sia dei Marsi che dei Sanniti-Pentri.
 
 

Testi tratti dal libro Storia di Opi
 

 
Sei in: - STORIA - La necropoli di Val Fondillo

Territorio

 
 


Team sviluppatori
| Grafica e Redazione | Copyright