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Un convegno ad Opi
Testi a cura di Andrea Di Marino  maggiori info autore
In un convegno organizzato dalla Pro Loco di Opi si e dibattuto il tema "Documentazione e progetto di studio sulla consistenza del patrimonio storico-archeologico-monumentale del territorio di Opi". Primo dei relatori e stato il Dott. Grifoni Cremonesi dell'Università di Pisa che ha parlato dell'area del Parco e pre-Parco dal paleolitico all'età del bronzo, occupandosi principalmente della zona del lago di Fucino, mettendo in evidenzia che la preistoria del P.N.A. e collegata alla zona adiacente, dal Lago del Fucino all'altopiano delle Cinque Miglia, al Lago di Scanno e del Monte Genzana, tutte zone intorno all'area Parco. Ricerche sono state effettuate a Trasacco, ad Ortucchio, a Villetta Barrea e a Luco dei Marsi. 
  
L'Avvocato Irti, dell'Archeo-club della Marsica, si e occupato principalmente dell'area di Ortucchio e Villavallelonga asserendo che proprio in questa zona sono stati ritrovati insediamenti umani con testimonianze archeologiche. Ha preso poi la parola il Dott. Ezio Mattiocco del Museo Civico di Sulmona che ha trattato l'argomento del Paleolitico inferiore-medio alle falde del Monte Genzana, da quota 1550 a 2003 s.l.m. Prima, pero, ha voluto ricordare De Nino quale primo studioso di centri fortificati (quest'anno ricorrono 80 anni dalla sua morte) al quale gli attuali ricercatori debbono molto. Il Prof. Amilcare Ghetti, Archeologo di fama nazionale, di Roma, pur non essendo iscritto a parlare, ha voluto dare il suo contributo al Convegno, soffermandosi anche lui sulla ricognizione effettuata direttamente nel 1974 a quota 2010 sul Monte Genzana trovando delle selci con patine di diverso colore; siamo sempre nel periodo Paleolitico-superiore ed ha detto che e un insediamento tra i più alti in Europa. 
  
Ha preso poi la parola la Dott.ssa Patrizia Fortini della Sovraintendenza Archeologica di Roma che ha svolto la sua relazione sul tema "Insediamenti Protostorici nell'area preParco". Con una carrellata documentata da diapositive, ha passato in rassegna tutti i Comuni del Parco che fanno parte del Lazio. Ha parlato delle direttrici di spostamenti per scambi tra i popoli, nell'eta del Bronzo e quella del Ferro intorno al 6' e al 4' sec. a.C. Reperti sono stati ritrovati a San Biagio Saracinisco ad Atina. Le direttrici che da Campoli Appennino si diramavano nei due sensi: l'una verso destra che da Campoli raggiungeva Posta Fibreno, Alvito, S.D. Val Comino, Settefrati, Picinisco e San Biagio Saracinisco per poi continuare per Aufidena; l'altra da Campoli Appennino attraverso Pescosolido e Villavallelonga, raggiungevano Angizia, l'attuale Luco dei Marsi. 
  
E' anche intervenuto il Dott. Aldo Seghe dell'Università di Roma che ha passato in rassegna il Bacino di Sora, asserendo che un tempo tutta la zona era un bacino lacustre dove sono state ritrovate testimonianze di svariati animali, quali l'Elefante antico e il Rinoceronte nel periodo Paleolacustre; mentre nel periodo successivo, testimonianze di Castoro, Aquile, Orso Speleo e l'uomo di Nautherdal. La Dott.ssa Raffaella Papi, dell'Università di Chieti, ha svolto la sua relazione sul tema "La via d'acqua del Sangro" e la "Necropoli di Alfedena", e ha messo in evidenza le tombe che sono state ritrovate ad Alfedena, Capestrano e Campo Valano. Si e poi soffermata ad illustrare i dischi-corazza in bronzo, mettendoli in rapporto con i dischi-corazza che sono stati trovati in altre località. Disegni Aufidenati o Sangritani, secondo il Cianfarani, sono stati trovati a Torricella Peligna, Pagliata, Vasto, lungo la direttrice del fiume Sangro a valle; a monte, ossia verso la sorgente, si sono rinvenuti a Barrea, Villetta Barrea e ad Opi per poi sfociare nel Fucino. 
  
Siamo intorno al 7'-6' sec. a.C., dopo questo periodo ce ne fu uno di decadenza fino ad arrivare al 4' sec. a.C. Il Prof. Giuseppe Grossi, dell'Archeo-club della Marsica, ha relazionato su "Il territorio del Parco nel quadro della civilth Safina". Con una serie di diapositive ha messo in mostra gli ultimi ritrovamenti rinvenuti nella Marsica, presenze sotto Celano di tombe a circolo (senza presenza di ceramica), fino al 4' secolo a.C.. Ha poi trattato delle necropoli di Colle Cipolla (area Peligna) ed infine dei centri fortificati come Oppidum (Opi) e Civitellam (Civitella Alfedena). Questo studio, ha sostenuto il Prof. Grossi, va dal 9' al 5' sec. a.C. Si e soffermato principalmente sulla necropoli di Val Fondillo dove gia sono stati ritrovati oggetti vari, ed ha pregato la Sovrintendenza di occuparsi degli scavi che secondo lui rivestono un'importanza enorme, e non solo ad Opi ma in tutto l'Alto Sangro che, fino ad oggi, non e stato esplorato sufficientemente dal punto di vista archeologico.
  
La Dott.ssa Licia Luschi dell'Università degli studi di Pisa, con la relazione su "Spunti Abruzzesi per un'indagine sulla continuita di culto dall'epoca pre-romana al medioevo", ha pecisato che da Dea Vesuna e una variante dialettale di Vacuna, poi VacunaSabina. In un secondo tempo questa Dea diventa la Dea Vittoria che a sua volta si trasforma in Vittoria-Trebula e gli allora abitanti la chiamavano "est dea est". I lavori del terzo ed ultimo giorno sono stati aperti dal Prof. Cesare Letta del dipartimento di Scienze Storiche del Mondo Antico, Università degli studi di Pisa, con la relazione "L'area del Parco e pre-Parco in eta Romana nella documentazione epigrafica". Ha preso poi la parola il Dott. Maurizio Paoletti, della Scuola Normale Superiore di Pisa, con la relazione "L'insediamento di Amplero (Collelongo e Ortucchio) dal III secolo a.C. al tardoAntico sintesi delle ricerche". 
  
Il Paoletti, con una serie di diapositive, ha fatto il punto sull'andamento degli scavi che l'Università di Pisa sta effettuando ad Amplero. Ha concluso i lavori del l' Convegno di Archeologia del P.N.A. nell'antichità il Prof. Giuseppe Grossi con una scorrevole relazione dal titolo "Toponomastica antica dell'area del Parco Territorio dei Marsi e Volsci". Dai vari interventi e stato accertato che i Marsi si estendevano fino ad Opi. 
 
Testi tratti dal libro Storia di Opi
 
 
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