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Progetto e documentazione del patrimonio storico-archeologico di Opi
Testi a cura di Andrea Di Marino  maggiori info autore
"Il territorio di Opi e di tutta l'area del Parco Nazionale d'Abruzzo non e stato mai sufficientemente indagato dal punto di vista archeologico e topografico al fine di ricostruirne la storia e la struttura insediativa antica e medioevale. Il problema di tali mancanze e da attribuire alla visione dell'area del Parco come sola espressione di bellezza naturale senza porsi il problema della ricerca delle origini e delle "radici" delle popolazioni presenti. 
  
Le poche notizie sul territorio di Opi ci sono fornite gia dal settecento dall' "Anonimo di Opi", in un raro manoscritto conservato presso privati a Villetta Barrea, che descrive, per la prima volta, ritrovamenti di tombe ed armi nella Valle Fondillo. Altri brevi accenni sono contenuti nelle opere del Phoebonius, Corsignani, Antonucci, Romanelli, Mancini, Letta, D'Andrea e dallo scrivente con indicazione dei resti nella località "Casale" e dell'iscrizione a Giove alla base di Pietramara. Purtroppo si tratta di brevi e frettolosi accenni che a volte rasentano il ridicolo con le loro fantasiose storie sulla presunta presenza di un santuario della Dea Ope, di una villa di Cicerone, del centro fortificato di Fresilia e delle battaglie di Caio Mario durante il "Bellum Marsicum"; non a caso, infatti, i ritrovamenti di tombe italiche nella Valle Fondillo viene messo erroneamente in relazione a battaglie della Guerra Sociale. 
  
Tutto ciò è falso perché non sostenuto da prove scientifiche, ma creato dalla fervida immaginazione degli storici locali che, con il loro eccessivo amore e campanilismo per la loro terra, il più delle volte fanno del male al loro paese creando false storie che poi entrano a far parte della cultura popolare con danni notevoli alla ricerca della verità e della conoscenza scientifica. Opi, invece, non ha bisogno di false storie vantando una ricca presenza di testimonianze storico-monumentali che vanno dal periodo paleolitico fino al medioevo. Una ricca necropoli italica con tombe a cassone di VI-V sec. a.C. e presente nella Valle Fondillo ed e in attesa di essere portata alla luce: una prima pubblicazione dei materiali di una tomba del VI secolo (dischi-corazza, armilla e collare in lamina di bronzo, lancia, gladio con fodero in ferro) e in corso di stampa da parte dello scrivente nel volume di R. Papi sui Dischi-corazza dell'Abruzzo. 
  
Centri fortificati marsi sono presenti sul Colle della Regina, sul sito dell'attuale centro di Opi e forse sul monte Dubbio a controllo della strada che da S. Donato Val di Cominio (Cominium?) portava ad Opi e nel territorio dei Marsi (citata in un documento longobardo del 778 d.C. contenuto nel Cronicon Vulturnense, in cui e detta: "...Via antiqua que dicitur Marsicana... "). E proprio dal territorio di Opi che i Volsci nel VI secolo scesero, attraversando la Forca d'Acero, alla conquista del Lazio. Non a caso il territorio compreso fra Opi e Barrea venne assegnato gia dal III secolo a.C. all'ager della prefettura romana di Atina (città volsca nel V secolo) e ascritto alla Tribu Teretina.
  
Quindi, il territorio di Opi, nel periodo italico-romano, fu compreso fra i Marsi e i Volsci con il confine peligno a nord ed i 166 Sanniti Pentri di Aufidena dopo Barrea. Resti di un vicus (villaggio) italico-romano sono presenti nella località "Casale", mentre due santuari dedicati ad Ercole e Giove sono individuabili nelle fonti di Giove e Vertumno (Ercole Vertumno) oltre ad un altro santuario a Vesuna riscontrabile da una iscrizione marsa (III sec. a.C.) contenuta nel C.I.L., IX, n. 3808: V.A(t) iediu(s) / Ve(s) une /Erinie. et /Erine /patre /dono. me(r) i / lib(s); erroneamente attribuita a Ortona dei Marsi dal Momnsen, ma rinvenuta nel territorio di Opi, come dimostrato dal Letta. 
  
Nel medioevo, sui resti dell'ocre marso (centro fortificato), si insedio il castello-recinto di Oppidum da cui deriva l'attuale centro di Opi che ancora conserva nel suo impianto ovoidale ed apicale la forma dell'ocre e del successivo castello medioevale. Ma gia prima della nascita di Oppidum, edificato nel periodo dell'incastellamento (IX sec. d.C.), la chiesa di Sancti Heliae de Oppidum costitui il primo nucleo insediativo altomedioevale di Opi in cui si riunirono i primitivi villaggi romani del territorio comunale. I suoi resti erano ancora visibili alla fine dell'ottocento nella localita "Molino di Opi", attualmente non ne resta più traccia. La chiesa deve la sua edificazione all'opera dei monaci di S. Angelo in Barreggio, poi passata nel XII secolo, dopo aspre contese con Montecassino, alla Diocesi dei Marsi. Altra chiesa di Opi, di cui si ha conoscenza sin dal 1188, e quella di Sanctae Mariae de Ope edificata nel centro del castello-recinto. 
  
Successivamente, il centro, inserito nell'Abruzzo Citra, segui le vicende del Regno delle Due Sicilie; mentre, dal 1630, incomincio ad essere conteso con vendite all'asta, ipoteche ed affitti. Questo breve profilo e solo una traccia di un vasto lavoro da svolgere nel territorio con l'individuazione di nuovi insediamenti, lo studio dei resti materiali e lo studio dei documenti conservati negli archivi nazionali". 
 
Testi tratti dal libro Storia di Opi
 
 
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